Quando ti si buca una ruota in mezzo al nulla e, in fin dei conti, pensi che era la cosa migliore che poteva capitarti!

Diario di Viaggio West Coast USA

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Siamo nell’estate del nostro on the road sulla West Coast degli Stati Uniti, qualche anno fa, la nostra auto, noleggiata a San Francisco, con Alamo, sfreccia sulle strade assolate dell’Arizona, verso il Grand Canyon, abbiamo da poco lasciato la cittadina di Flagstaff. Siamo emozionati e impazienti di visitare questo luogo meraviglioso e iconico e, al contempo, siamo anche un pochino stanchi e assonnati, perchè siamo già nella seconda parte del viaggio, verso la fine, siamo già stati in California, Nevada e Utah, non ci siamo fermati un attimo, abbiamo alle spalle tantissimi chilometri percorsi, e, in più, siamo in viaggio da diverse ore.

Ci immettiamo in una strada immersa nel verde, tra gli alti alberi di una foresta, Ale, al volante, fa appena in tempo a dire: “C’è qualcosa che non va alle ruote…” che sentiamo degli strani rumori ed è costretto a frenare bruscamente e ad accostare all’angolo della strada.

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Bandiera USA – Diario di Viaggio West Coast USA

Scendiamo dall’auto per verificare il danno. La ruota anteriore destra è praticamente carbonizzata! Si è disintegrata e si riesce a intravedere il cerchio metallico. Si sente una gran puzza di bruciato ed esce anche del fumo. Dopo tutti i chilometri che abbiamo macinato, evidentemente con delle ruote già vecchiotte, il pneumatico in questione deve aver detto “stop”, oppure è stato il calore dell’asfalto… non lo sappiamo, non siamo molto esperti, e comunque fa un gran caldo…

Restiamo ad osservare la ruota fumante per qualche secondo, perplessi.

Ci ricordiamo di avere stipulato con Alamo un’assicurazione che comprende anche l’assistenza stradale. Così, prendiamo il cellulare e proviamo a chiamare al numero che ci hanno fornito. Purtroppo però ci rendiamo conto che lì, in mezzo alla foresta, il cellulare non prende e non chiama. Io (Vale) inizio un pochino a disperarmi. Ale si offre allora di cambiare la ruota da solo, ma ci rendiamo conto che nel cofano c’è solo un “ruotino” di scorta, con il quale non potremo fare tanta strada, la ruota va comunque sostituita. E noi abbiamo diritto all’assistenza di Alamo.
Quindi che si fa?!

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Flagstaff, un tratto della Route66 – Diario di Viaggio West Coast USA

Mentre siamo lì a discutere, si ferma sul ciglio della strada un pick up dal quale scende una signora sulla cinquantina dai capelli grigi lunghissimi, una t-shirt e un paio di shorts di jeans, dall’aspetto un pò hippie, e ci chiede se va tutto bene e abbiamo bisogno di una mano.

Noi le spieghiamo l’accaduto e le chiediamo se, magari, il suo telefono ha campo, e possiamo chiamare l’assistenza. Ma anche il suo telefono non dà segni di vita. Così le chiediamo se nelle vicinanze c’è un telefono pubblico da cui chiamare o un’autofficina dove poter cambiare la ruota. La Signora, senza farsi troppi problemi, ci carica sul suo furgoncino – la Signora ha anche un cane gigantesco seduto con Vale sul sedile posteriore, che le alita e sbava sul collo, ma lei non ci fa caso, è una situazione di emergenza e tiene duro, stoicamente – e ci porta in un’autofficina in un paesino vicino, Williams. Prima però, ci chiede se vogliamo essere portati dallo sceriffo.

Lo sceriffo?! Oddio, che figata, proprio come nei film!

In realtà, siamo un pò intimoriti, perchè mai dovremmo andare dallo sceriffo?! Lei ci spiega che è normale prassi, quando uno straniero è in difficoltà, portarlo nell’ufficio dello sceriffo che gli darà una mano. Poi ci spiega anche, lungo il tragitto, che è probabile che lo sceriffo passi nel luogo dove abbiamo lasciato la macchina, sul ciglio della strada, e ci lasci un avviso sul cofano.

Alla fine si arriva all’autofficina, dove ci sono diverse persone al lavoro, c’è una pompa di benzina e un negozietto di snack e ricambi auto. La signora ci introduce al capo officina, un ragazzo ispanico di nome Josè, e gli chiede se possiamo usare il telefono. Lui acconsente, sono tutti molto gentili con noi. Proviamo a parlare con l’assistenza Alamo al telefono, ma ci rendiamo conto che non ci capiamo. E’ difficile spiegare, in inglese, anche se noi la lingua la parliamo discretamente a quanto pare in quest’occasione non è sufficiente, l’accaduto per filo e per segno, al telefono per lo più, e far valere i propri diritti. Così, sempre la santa Signora, davvero gentilissima, subentra al posto nostro e spiega al tizio al telefono la situazione. Lui in pratica le dice che ci troviamo troppo lontani e sperduti nel cuore dell’Arizona affinchè qualcuno possa venire a farci assistenza in tempi brevi (vi ricordiamo che in America le distanze sono enormi) e suggerisce, giacchè siamo già in un’autofficina, di cambiare la ruota, anticipando i soldi di tasca nostra, e ci assicura che verremo rimborsati quando andremo a lasciare la macchina.

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Grand Canyon – Diario di Viaggio West Coast USA

Così, salutiamo la dolcissima e disponibilissima Signora, scambiandoci gli indirizzi (in Italia probabilmente, a questo punto, saremmo stati ancora sul ciglio della strada), e Ale sale sul furgone di Josè, vanno insieme a recuperare la macchina, mentre Vale resta in officina, sola soletta, in compagnia degli addetti ai lavori, seduta su una panca, ad aspettare.

Questo breve racconto potrà sembrare senza senso, o inutile addirittura, eppure abbiamo voluto condividerlo con voi perchè, a parer nostro, è indicativo. E’ indicativo di come, anche un imprevisto piuttosto seccante possa diventare occasione di scambio, di condivisione, e come possa essere un’esperienza incredibile. Abbiamo vissuto uno scorcio di vita vera di un piccolo paesino dell’Arizona: la Signora con il suo cane, così gentile e disponibile, che alla fine, dopo averci dedicato praticamente tutta la sua mattinata, ci ha abbracciati come fosse nostra madre e ci ha augurato una buona visita al Grand Canyon; l’autofficina e tutti i suoi dipendenti, che nel corso delle ore passate lì, sono stati visitati anche dalle loro famiglie, dai loro bambini, e che, a un certo punto, hanno tirato giù la bandiera degli Stati Uniti, mettendola a mezz’asta, dopo un annuncio fatto alla radio, in segno di lutto, perchè a causa del caldo, il giorno prima, nelle vicinanze, c’era stato un incendio in cui avevano perso la vita alcune persone; il negozietto e i suoi astanti, gli odori, i suoni, le situazioni, la gentilezza da parte di perfetti sconosciuti…

In fin dei conti, pensiamo che questa cosa non ce la dimenticheremo mai. Anche se abbiamo perso una ruota nel bel mezzo del nulla e ci siamo persi una mattinata buona da dedicare al Grand Canyon, abbiamo avuto in cambio la nostra piccola avventura, abbiamo conosciuto delle persone fantastiche e abbiamo interagito con una piccola realtà che, altrimenti, non avremmo mai incontrato.

Questo è il bello del viaggio e… dei suoi imprevisti.

Diario di Viaggio West Coast USA
Noi, Grand Canyon – Diario di Viaggio West Coast USA

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2 thoughts on “Quando ti si buca una ruota in mezzo al nulla e, in fin dei conti, pensi che era la cosa migliore che poteva capitarti!

  1. Ciao! Ho appena scoperto il vostro blog.
    Il nome è geniale!!!

    Gli incontro fatti durante ai viaggi sono sempre un’occasione di crescita. E sì, qualche imprevisto può rivelarsi un colpo di fortuna.

    In fondo il Grand Canyon è qualcosa di già visto, no?!?!? Ma la signora gentile con il suo cagnone sbavoso, proprio no!!!!!

    Un abbraccio,
    Elena

    1. Ciao Elena, anzitutto grazie mille per i complimenti. Si, diciamo che ci è dispiaciuto di non poter trascorrere molto tempo al Grand Canyon, perchè meritava e non c’eravamo mai stati e ne abbiamo potuto ammirare solo una piccola parte. Però, in compenso, abbiamo vissuto un’esperienza. Autentica. Il che non guasta mai 😉

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