Trasferirsi a Vivere alle Canarie – La Storia e L’Intervista a Stefano & Valentina

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Chi di noi non ha pensato, almeno una volta, durante i suoi viaggi: “qui mi trasferirei a vivere all’istante”, oppure “come sarebbe bello…”. Come sarebbe bello vivere una vita rilassata, sempre al caldo, vicino al mare, in un paese che ti faccia sentire, in qualche modo, sempre in vacanza… ?!

Oggi vi raccontiamo la storia di Stefano & Valentina, coppia pugliese, come noi, che ha compiuto da qualche mese una scelta radicale e coraggiosa: trasferirsi a vivere alle Canarie, fare le valigie e cambiare vita!

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La loro avventura ci ha incuriosito e il loro coraggio e la loro determinazione ci hanno provocato un moto di stima profonda.
Per questo motivo, abbiamo chiesto loro di rispondere a qualche domanda, e così è venuta fuori quest’intervista che speriamo possa essere utile a tutti coloro che sognano di mollare tutto e andare a vivere alle Canarie.

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1) Come è nata l’idea di andare a vivere alle Canarie? La vostra vita italiana non era soddisfacente? Perchè proprio alle Canarie?

Esatto, la vita italiana non era più soddisfacente da un po’. Io (Stefano, 35 anni) lavoravo a questa idea da tre anni, con ricerche e studi vari sul tema – Trasferirsi alle Canarie – , e più mi documentavo, più prendevo consapevolezza. Soprattutto, ciò che ha fatto scattare la decisione è stata la possibilità di cercare e trovare lavoro, tutto l’anno, nel mio ambito: assistente bagnanti e sport (in Italia lavoravo solo pochi mesi all’anno). Successivamente, son venuto a conoscenza del fatto che vi erano una serie di vantaggi per nulla sottovalutabili come il clima (noi adoriamo la modalità estate tutto l’anno), la facilità della lingua (molto simile all’italiano), servizi fruibili e efficienti, l’appartenenza delle Isole Canarie all’Europa (quindi nessun problema con visti turistici e per residenze). In quest’ultimo anno (decisivo) ho conosciuto Valentina (32 anni), la mia compagna, e abbiamo fatto nostro questo progetto. Ci ha accomunato l’insoddisfazione della realtà italiana: sociale, economica e lavorativa, la totale assenza di una progettualità di una vita futura dignitosa, assenza di servizi, senso civile e soprattutto la mancanza di tutela dei diritti e doveri della persona (soprattutto nel nostro travagliato Sud Italia).

2) Che isola avete scelto e perchè?

Gran Canaria, nel sud, precisamente a Maspalomas, perché abbiamo pensato che per un primo inserimento nel tessuto sociale spagnolo-canario potesse esser molto utile avere a disposizione quanti più servizi possibili, infatti essa è, insieme a Tenerife, l’isola con il più alto grado di urbanizzazione. Consigliatissima infatti per le famiglie.

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3) Eravate già stati sull’isola precedentemente o vi siete trasferiti a scatola chiusa?

Con Google Maps ci siamo stati un milione di volte… ma il trasferimento è stato completamente a scatola chiusa.

4) E’ stato difficile trovare casa, sistemare le pratiche burocratiche, trovare un’auto… come sono stati i primi tempi? Vi siete fatti aiutare o avete fatto tutto da soli?

Abbiamo fatto tutto da soli dall’Italia: prenotato il volo direttamente con la compagnia aerea, contattato un agente immobiliare canario per la casa in affitto e, una volta qui sul posto, in dieci giorni abbiamo acquistato un’auto di seconda mano. Da precisare che le esigenze personali sono estremamente differenti. Noi avevamo ben chiara l’idea di voler passare qui almeno sei mesi per poter capire un po’ il tutto, mentre magari altre persone possono affidarsi a delle agenzie di pre-trasferimenti per periodi decisamente più brevi. Al momento noi ci troviamo ancora nella fase dei “primi tempi”, essendo arrivati qui lo scorso 20 giugno, ma possiamo affermare che è stato tutto abbastanza semplice.

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5) E’ vero che la vita alle Canarie costa meno? 

Dipende dagli standard di vita, noi come coppia più un cane di taglia grande, con 1.300 euro mensili riusciamo a coprire tutte le nostre esigenze basiche – affitto di casa, spesa alimentare, mantenimento auto, internet in casa, e schede cellulari – più piccoli extra. Viviamo in un bungalow con un piccolo giardino in un complesso residenziale con piscina comune e campo da tennis, in una zona molto turistica, a 1.5 km dal mare… si può vivere con meno ma anche con più, le esigenze personali sono differenti. Si può scegliere un appartamento anche nell’entroterra, lontano dal mare, sicuramente meno costoso, si può risparmiare sulla spesa alimentare … Insomma come dicevamo, è tutto estremamente soggettivo.

6) Com’è la qualità della vita?

Diritti e doveri della persona sono tenuti in buona considerazione, i servizi si pagano e funzionano bene, ci sono molte zone verdi ben curate, la viabilità è ottima e inoltre qui è pieno di interessi da poter coltivare, a costi quasi gratuiti o comunque bassi. Sarò ripetitivo, ma è tutto molto soggettivo: la qualità dipende da ciò che una persona decide di volere nella sua vita.
Gli aspetti che determinano una buona qualità di vita, sono molteplici.

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7) Cosa fate per mantenervi alle Canarie, avete cercato lavoro sul posto o vivete di altro?

Siamo qui da quasi tre mesi, un tempo relativamente breve. Al momento ci stiamo occupando della fase di ambientamento, che non è così rapida e indolore come si può immaginare. Siamo arrivati qui, con un budget economico in grado di coprire i primi sei mesi senza lavorare, per avere più tempo senza stress da dedicare a tutti quei passaggi obbligati e delicati di integrazione socio-culturale. Nel frattempo io (Stefano) mi sto guardando intorno nel mio settore, mentre Valentina ha una piccola rendita dall’Italia, che al momento ci permette una certa tranquillità.

8) Raccontateci qualche aneddoto simpatico della vostra nuova vita alle Canarie!

Beh sicuramente momenti legati all’esplorazione, che ci ha visti completamente a digiuno di strade, luoghi, indicazioni stradali… Abbiamo fatto degli errori per raggiungere le varie destinazioni, oppure c’era la paura di non saper raggiungere la nostra casa una volta scesi dall’aereo… Alla fine comunque è stato tutto molto semplice grazie all’utilizzo di un enorme taxi, quasi un furgone, per tutti i nostri bagagli più un trasportino gigante per un cane gigante! Immaginate la scena… e senza sapere una parola di spagnolo! In tutti gli uffici che ci hanno visti nei primi dieci giorni, per regolarizzarci, noi e il nostro cucciolone, siamo andati senza sapere la lingua, e cercavamo di spiegarci a gesti, peggio del cinema muto… ed era bellissimo vedere le facce di chi cercava di capirci, insomma un bel teatrino!

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9) Avete esplorato l’isola? Dato che questo è un blog di viaggi, vi va di dare qualche consiglio ai nostri lettori che, alle Canarie, vorrebbero semplicemente andare in vacanza?

Ad oggi ancora poco, avendo intenzione di rimanere a viverci non ci sentiamo pressati dalla fretta. Per quello che abbiamo visto ci troviamo con due pareri differenti, il mio (Stefano) è quello di un’isola ben fruibile sotto molti aspetti, soprattutto quelli dedicati allo sport, spazi verdi curati, clima ottimo, zero umidità e zero zanzare, la notte è piacevolissima; di contro ci sono pochi accessi al mare, così come li intendiamo noi in italia, non esistono stabilimenti balneari, è quasi tutto in modalità spiaggia libera, e ci sono poche spiagge raggiungibili comodamente, sicuramente su Fuerteventura (che stiamo prendendo seriamente in considerazione) potremo trovare ciò che desideriamo di più, come mare cristallino e spiagge di sabbia bianca (a Gran Canaria per la maggior parte vi è pietra e sabbia nera, si tratta di isole vulcaniche). Invece Valentina è molto più categorica: Gran Canaria non la considererebbe come meta di vacanza in quanto molto cementificata, le spiagge migliori sono artificiali e sicuramente nel sud della nostra Italia ci sono mari più belli. Fuerteventura (da vedere ancora) è più selvaggia, meno popolata e più vicina al concetto di mare caraibico (infatti chiamata il Caribe spagnolo). Anche Lanzarote ci dicono essere molto bella e selvaggia.

10) Pensate che alle Canarie ci sia il vostro futuro? Vi vedete ancora lì tra 5/10 anni?

Troppo presto per dirlo. Stefano protende più per il sì, Valentina invece sta valutando, in quanto non dimentichiamo che la mancanza degli affetti rappresenta sempre l’ostacolo più grande da superare, e lei è molto legata alla sua famiglia. Aspettiamo di vedere meglio e senza fretta le altre isole.

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11) Come hanno reagito le persone della vostra vita al vostro trasferimento? Siete già riusciti a farvi nuovi amici sull’isola? Com’è la gente lì?

Alcune persone sono state di grande supporto, altre invece più scettiche. Comunque ormai il dado era tratto. La gente qui è estremamente tranquilla e discreta, è comunque un popolo latino e di conseguenza tutti i popoli del sud si rassomigliano. I canari sono gente essenziale, minimalista, gente a cui piace vivere in maniera semplice e goliardica. Qui il concetto di vita all’aperto è tenuto in altissima considerazione, anche le case sono piccole e funzionali, proprio perché vuote quasi tutto il giorno.

12) Lo rifareste?

Sicuramente sì, ma con un’attenzione particolare alla differenza tra aspettativa e realtà. Un nostro suggerimento è quello di mantenersi quanto più flessibili possibile.

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