Maggio a Varsavia – Vi Racconto una Storia…

Viaggio a Varsavia - Polonia - Maggio

Il vento dell’est torna, a volte, nella testa. Mi accarezza lieve, indugia, persiste, insiste… vuole impormi di non dimenticare quei giorni trascorsi in Polonia.
Ma come potrei mai dimenticare?! E pensare che io, a Varsavia, non ci volevo neppure andare!
Oggi vi racconterò una storia, non solo un viaggio ma un’esperienza, uno stralcio della mia vita.

Subito dopo la fine dell’Università ero un pò spaesata, avevamo già iniziato i preparativi per il matrimonio con Ale, un evento desideratissimo e tanto atteso, aspettavamo che io finissi gli studi per concretizzare il nostro amore e andare a vivere insieme e, finalmente, avevamo la possibilità di farlo. Ero molto felice certo, però una sorta di crisi d’identità si impossessò di me.

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Stavo per diventare una moglie ma non mi ero ancora realizzata professionalmente, qual’era il mio prossimo passo?! Presa dal trambusto della Laurea e dei preparativi, ancora non lo avevo deciso.
Poi arrivò, proprio in quei giorni, una notizia incredibile ed inattesa: ero risultata vincitrice di una borsa di studio abbastanza importante, per poter andare a studiare all’estero a fare un Master.

Viaggio a Varsavia - Polonia - Maggio
Me, che esploro il Mondo – In questo caso poco si vede, ma ero a Varsavia

All’estero?! A fare un Master?! Ma mi sto per sposare!
A volte la vita ti fa degli scherzetti niente male. All’inizio pensai persino di rifiutare quell’opportunità, mi sembrava veramente una brutta cosa sposare l’uomo della mia vita e poi fare i bagagli, facendogli “ciao ciao” con la manina dal finestrino di un treno. Non era questo quello che avevamo progettato insieme. Poi ne parlai con lui che, confermando di essere l’uomo giusto con cui passare il resto della vita, mi prese per le spalle e mi disse, senza mezzi termini, che non potevo perdere quell’occasione e che lui non si sarebbe mai perdonato sapendo di avermi, in qualche modo, costretta a restare e a rinunciare.

E dunque decisi di partire ma provai a cercare un compromesso: cercai un Master che mi desse la possibilità di non stare via troppo a lungo e di tornare frequentemente a casa e lo trovai, nel mio settore di competenza e di interesse, in Polonia.

Il pensiero di andare, da sola, in Polonia, un luogo che, all’epoca, nella mia piccola testolina, era un posto freddo e desolato, triste e grigio, mi atterriva. Soprattutto sapendo che stavo lasciando mio marito a casa, a sua volta solo.

Viaggio a Varsavia - Polonia - Maggio
Aula del Master – Uczelnia Vistula University – i banchi su cui poi ho sgobbato

Qualche mese dopo le nozze partii, piansi tanto sul treno che mi stava conducendo a Roma (da dove mi sarei diretta a Fiumicino, per poi volare a Varsavia), mi sentivo una condannata a morte, eppure dovevo stare via solo una decina di giorni (si, probabilmente, stavo un tantinello esagerando). Non era solo un viaggio o una vacanza, era un impegno, un percorso di studi in un paese che non conoscevo e che non sapevo se mi sarebbe piaciuto oppure no. Il mio Master prevedeva delle sessioni intensive di circa dieci giorni, al termine delle quali c’erano degli esami da sostenere, di volta in volta, questo mi avrebbe permesso di tornare a casa di frequente.

Quando misi piede per la prima volta a Varsavia era la fine di Gennaio, arrivai alle sei del pomeriggio e devo ammettere che la prima impressione non fu delle migliori: era buio; faceva freddissimo; in giro non c’era un’anima; non nevicava ma, a terra, c’era della neve vecchia e grigia accumulata ai margini delle strade e, presto me ne resi conto quasi spaccandomi l’osso del collo, sui marciapiedi c’erano dei lastroni di ghiaccio sui quali era facilissimo scivolare. Il taxi mi lasciò in prossimità del mio hotel (il giorno dopo avrei incontrato le ragazze con le quali avevo fittato un appartamento condiviso e con le quali avevo preso contatti sui social), io mi rifugiai in camera, dove trascorsi l’intera serata, senza neppure scendere a mangiare.

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Uno scatto della mia prima, tristissima, serata in solitaria a Varsavia

Leggi anche il Nostro Articolo: “10 Cose Belle da Fare e da Vedere a Varsavia

Il giorno dopo, tutto mi sembrò diverso. Vidi cose che, nell’oscurità della sera precedente, non avevo notato, vidi delle mura antiche e bellissime, vidi il bianco quasi abbagliante della neve posata che risplendeva al sole, vidi finalmente la gente, un pò di vita, sentii i rumori e i profumi di quel luogo.
Finalmente aprii gli occhi, e vidi una città bellissima.

Nei mesi successivi tornai varie volte, sempre in blocchi di dieci giorni. Varsavia mi cullò e mi curò, col suo bianco ovattato, con la sua poesia, scese la neve a Febbraio e alleviò la mia nostalgia. Scoprendo la città, pian piano, scoprivo che era in grado di curare le mie ferite e di farmi capire chi ero e dove volevo andare, cosa volevo fare della mia vita. Varsavia mi ha fatto capire che partire, avere coraggio e buttarsi sempre in nuove esperienze, anche se fanno un pò paura, è la scelta migliore.

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La mia prima neve a Varsavia – un collage “in bianco” – da notare la scritta romantica nella neve per la quale ho perso un dito

Ma fu a Maggio che decisi di restare a Varsavia un mese intero, ci avevo preso gusto! 😉 Ale promise di venire a trovarmi, venendo a visitare anche la città, verso la metà del mese, durante la pausa tra due blocchi di lezioni contingenti.

Atterrata nuovamente in Polonia, trovai una città completamente diversa da quella che avevo visto in inverno: la gente si era finalmente riversata fuori dalle case; faceva caldo; i colori si erano trasformati, passando dal bianco, grigio e marrone al verde intenso della vegetazione cittadina, rinvigorita e rinata dopo un lungo inverno, all’azzurro acceso del cielo; tutti i locali e i bar avevano aperto le porte e installato tavolini e ombrelloni all’aperto e, avrei scoperto più tardi, la città sarebbe stata protagonista di numerosi eventi e mercatini. Varsavia mi stava regalando ancora un volto nuovo, questa volta meno malinconico e più solare, mi stava dando il benvenuto, mi stava regalando un abbraccio di “bentornato” come una mamma benevola.

Maggio a Varsavia passò in fretta. Fu un mese splendido.

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Plaz Zamkovy nella splendida Stare Miasto (la città vecchia) – Varsavia a Maggio
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Palazzo della Cultura, in Centrum – Varsavia a Maggio
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Un Cavallo Alato Fucsia?! Non potevo non farmi fotografare, abbiate pazienza!

Ormai si era creato un gruppo affiatato con i colleghi del Master e approfittammo del bel tempo e della temperatura mite per marinare qualche lezione e andare spesso a pranzo e a cena fuori, per visitare per bene le piazze, i musei, i parchi… Gironzolavamo insieme, scoprendo ogni volta un angolino nuovo e nascosto della città, imparando a conoscere la sua storia, il suo truce passato sotto il regime nazista, il suo meraviglioso ghetto ebraico, ma anche le fontane danzanti, la vista sul fiume Vistula, il quartiere di Praga, senza tralasciare la sua vodka, i suoi cibi forti, e, naturalmente, da bravi studenti fuori sede, fiumi e fiumi di birra…

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A metà Maggio presentai Alessio a tutti i miei amici che lo accolsero con grande entusiasmo dato che non avevo fatto altro che parlare di lui (praticamente già lo conoscevano) 😉 Quando lui arrivò, restando un paio di settimane, approfittammo anche per andare a visitare Cracovia e il campo di concentramento di Auschwitz di cui vi parlerò in separata sede.

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Amici & Pomeriggio di Esplorazione & Fotografie
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Un tramonto sul fiume Vistula
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Birra a Fiumi
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Monumento ai caduti – Varsavia
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Ale è arrivato a Varsavia! Di nuovo insieme

Varsavia è una città speciale, con gente speciale. I polacchi amano gli italiani e sono delle persone semplici e di cuore. La città vi stupirà con un centro storico (Stare Miasto – Città Vecchia) estremamente caratteristico e invitante ma, incredibilmente, interamente ricostruito dopo i bombardamenti, quindi non originale (anche se riuscirà a ingannarvi) e una parte nuova estremamente tecnologica e innovativa dove le più grandi aziende multinazionali stanno costruendo i loro grattacieli che spuntano, tutt’oggi, ad una velocità disarmante, come funghi (Nowe Miasto – Città Nuova). Qui sentirete forte i venti dell’est, quasi come se non foste più in Europa. Le influenze russe, dal cibo all’arte, dalla musica all’artigianato, fino alle architetture si fanno sentire forti e chiare e sono piuttosto suggestive e piacevoli.

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Questo post è lungo e ciarliero, lo so… va contro tutte le regole del bravo blogger, ma vi ho parlato col cuore, trascinata dalle emozioni 😉 In realtà, figuratevi, vi ho detto ben poco delle attrattive della città, ho preferito raccontarvi una storia, la mia e del mio rapporto con Varsavia, che ho odiato in un primo momento, per poi imparare ad amare profondamente. Provo grande rispetto e stima per questo luogo e per la sua popolazione, provo amore per ogni singola pietra del centro storico (dove ho avuto il privilegio di avere un appartamento in affitto) (mi fermavo a fare merenda seduta sulle mura richiamando intorno a me sempre una gran quantità di passerotti – dato che sgranocchiavo sempre qualcosa di buono e di appena sfornato, preso nel piccolo forno artigianale proprio vicino casa).

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Città Nuova – Varsavia
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Stare Miasto – Plaz Zamcovy – Castello – Varsavia
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Ristorante Tipico – Varsavia – Stare Miasto

Sono stata letteralmente rapita e conquistata.

E voi? Siete stati in Polonia? Che impressione vi ha fatto? Sono tanto curiosa di sentire anche la vostra storia.

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Stare Miasto – Varsavia

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