La mia Bosnia – Un Viaggio dell’Anima tra Medjugorje, Mostar e il Cielo – Guest Post di Elena Palieri – Parte Tre

diario di viaggio in Bosnia - Medjugorje

Ed eccoci di ritorno, con la terza ed ultima, emozionante, puntata del diario di viaggio in Bosnia di Elena Palieri, nostra amica, che ha voluto farci dono del suo racconto per poterlo pubblicare qui, su MiStoViaggiandoAddosso. Non riusciremo mai a ringraziarla abbastanza per questo. Ci ha emozionato con le sue parole e ci ha fatto rivivere, passo passo, tra Medjugorje e Mostar, tra il Cielo e la Terra, e tutti gli incontri fatti, tutte le sue sensazioni, inclusa la disillusione, lo scetticismo e la perplessità iniziali.
Sarà infine riuscita a trovare ciò che cercava in questo suo viaggio?!
Lo scopriamo in quest’ultima, stupenda, puntata. Buona Lettura.

LEGGI LA PRIMA & LA SECONDA PARTE DEL DIARIO DI VIAGGIO IN BOSNIA DI ELENA: “La mia Bosnia – Parte Uno – Arrivo a Medjugorje“ & “La mia Bosnia – Parte Due – Mostar: Sensazioni, Incontri & Buchi di Proiettile sui Muri

La mia Bosnia – Parte Tre – L’Incontro col Cristo di Medjugorje

Il giorno 2 novembre, ultimo giorno di permanenza in Bosnia, l’ho trascorso nel cimitero di Medjugorje.

TRANSLATE:

Un luogo di pace estrema, dove il vento scompiglia il canneto poco distante e risuona lungo la cordigliera dei Balcani offrendo una musica perfetta. L’aria è profumata, tutto è mite e calmo laggiù, come se il tempo si fosse fermato.

Diario di Viaggio in Bosnia - Medjugorje
Cimitero di Medjugorje – Bosnia

Ho camminato per rientrare alla chiesa, lungo le semplici vie di Medjugorje, ascoltando Peace Train, una canzone di Cat Steven che in quel momento ha segnato il mio percorso. Ho passato il pomeriggio bevendo tea caldo (1 euro per 2 tazze di tea e 3 biscotti) e ascoltando il suono della mia Bosnia, che iniziava ad entrarmi nelle vene.

Il mio incontro con il Cristo di Medjugorje è stato un miracolo, e qui il miracolo ve lo racconta una persona che nei miracoli non ci crede.

Mi sono lasciata convincere da un uomo del gruppo, con il quale sempre più spesso discutevo dei parallelismi religiosi, ad andare a verificare la fuoriuscita di un liquido miracoloso che, si narra, venga fuori dal ginocchio di una statua in bronzo pieno dedicata al Cristo (statua per altro piuttosto bruttina e di stampo quasi dechirichiano).

La statua del Cristo di Medjugorje è enorme. Altissima. Imponente. E lo spazio attorno è naturalmente farcito di fedeli. Mi sono messa in fila aspettando che i pellegrini, uno ad uno, si arrampicassero lungo lo stinco del Cristo e attendessero pazientemente la fuoriuscita di una goccia di olio miracoloso, con cui ungere il proprio fazzoletto. Per far uscire ogni goccia erano necessari tra i 2 e i 5 minuti di attesa e ad ogni stillìo si gridava al miracolo. Arrivato il mio turno, mi sono arrampicata senza troppa difficoltà e ho iniziato a guardarmi attorno con aria annoiata, pronta ad attendere i miei 5 minuti. Quando qualcuno ha iniziato precocemente ad urlare: “Guarda! Prendila! Sta uscendo!”

Incredibile.

Diario di Viaggio in Bosnia - Medjugorje
Cristo in Bronzo di Medjugorje – Bosnia

Dall’interno coscia di una statua di bronzo pieno stava stillando non una goccia, ma una cascata di olio dal profumo di fiori. Quel liquido profumava di rosa e scendeva come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nessun foro, nessuna crepa, niente che lasciasse intendere una naturalezza in quella fuoriuscita. Eppure il liquido c’era ed era li, sotto i miei occhi. Senza pensare ho allungato la mano, ne ho raccolto un po’ sulle dita e l’ho bevuto: sapeva di buono, di crosta di pane caldo e profumava di rosa. Olio uscito da una statua di bronzo pieno che sa di pane caldo e profuma di rosa. Non capivo. Ancora oggi non capisco, ma da profana incredula in quel momento ho sentito le ginocchia piegarsi e sono crollata in ginocchio sul pavimento. Per la prima volta ho ringraziato con il cuore. Per cosa stavo ringraziando? Non lo sapevo. Ma sentivo forte il bisogno di una connessione profonda con un’essenza che non potevo sentire, vedere o toccare ma che sentivo scorrere dentro. Non si può raccontare. Andate dalla statua del Cristo di Medjugorje per viverlo perché non c’è altro modo per comprendere.

Il mio viaggio in Bosnia è terminato quel 2 novembre. Con l’olio profumato di un Cristo in bronzo, con un gruppo di donne con il capo coperto da foulard rossi che mi ha offerto marmellata di melograni ai bordi dei campi coltivati che percorrevo per tornare in hotel, con un contadino intento a disegnare il volto della Madonna con un pezzo di carboncino traendone un vero e proprio capolavoro, seduto sull’erba al margine di una vigna.

Diario di Viaggio in Bosnia - Medjugorje
Bosnia, 2016

Il mio viaggio in Bosnia si è concluso così, con la scoperta che dentro di me le emozioni sono fatte per essere vissute, che davanti ho ancora tanta strada da fare, tante persone con cui vivere emozioni e fatti quotidiani, prima di avere il mio bambino. Ma soprattutto con la certezza che, se mai un giorno il mio bambino dovesse davvero arrivare, sarà un maschio e si chiamerà Mariano.

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